Un giorno vorrai chiederglielo. Noi cominciamo prima.
Trasformiamo un anno di domande in un libro che resta in famiglia. E lo facciamo nel modo che funziona qui: su WhatsApp, con domande scritte per chi è nato in Italia.
C'è una cosa che succede a tutti, prima o poi. Ti accorgi che di tuo padre sai il paese dove è nato, il lavoro che faceva, forse il nome del suo migliore amico da ragazzo. E basta. Non sai che odore aveva la cucina di sua madre, di che cosa ha avuto davvero paura, perché ha detto di sì a tua madre invece che a un'altra.
Non è disinteresse. È che non si sa da dove cominciare, e la domenica a pranzo non è il momento. Poi passano gli anni, e a un certo punto il momento non c'è più.
Questo servizio nasce da lì. Una domanda alla settimana, per un anno, mandata da noi al posto tuo. Lui risponde quando gli va, scrivendo o parlando. E dopo dodici mesi arriva un libro rilegato con la sua vita dentro, raccontata con le sue parole — non con le nostre.
Un milione di famiglie l'ha già fatto. Quasi nessuna in Italia.
Oltre un milione di libri come questo sono già stati stampati nel mondo. In Germania, in Francia, in Spagna le famiglie li regalano da anni. In Italia — il paese più anziano d'Europa, quello con più storie da salvare — quasi nessuno lo sa ancora.
Tre scelte che ci hanno preso più tempo di tutto il resto.
WhatsApp, non l'email
Un signore di settantacinque anni l'email non la apre. WhatsApp sì, dieci volte al giorno, perché ci sono i nipoti. Copiare il modello americano qui avrebbe voluto dire mandare domande che nessuno leggeva.
Domande scritte, non tradotte
Chi oggi ha settantacinque anni è nato nel 1951: dopoguerra, il paese, la prima televisione, il servizio militare. Le nostre 52 domande sono scritte per quella vita. Nessuna è la traduzione di una domanda americana.
La voce, non solo la penna
Molti alla sua età scrivono a fatica ma raccontano volentieri. Da noi il messaggio vocale non è un ripiego: è il modo normale di rispondere. Lo trascriviamo tenendo il suo modo di dire le cose.
Un anno è lungo. Lo sappiamo.
Quando qualcuno compra questo servizio non compra un oggetto: ci affida le memorie di suo padre e si fida che fra dodici mesi noi ci saremo ancora. È un impegno che non prendiamo alla leggera.
Per questo ogni risposta è vostra dal primo giorno: la potete scaricare quando volete, tutta, senza chiedere permesso. Se un giorno noi non ci fossimo più, quello che vostro padre ha raccontato resterebbe comunque a voi. È la sola promessa che conta davvero, ed è scritta anche nelle condizioni di vendita.
[Da scrivere con le tue parole: chi sei, e la cosa vera che ti ha fatto partire. A chi non hai fatto in tempo a chiedere, o a chi vuoi chiedere prima che sia tardi. Bastano quattro righe: è il pezzo che le persone leggono per capire se dietro c'è qualcuno.]
La prima domanda può partire lunedì.
Poi ne restano cinquantuno, e alla fine c'è un libro con il suo nome sopra.
Guarda come funziona